Metabasis N. 31
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C. Preve, Hegel antiutilitarista

Settimo sigillo, Roma, 2007, pp. 3-73

Valentina Tirloni

Il breve e intenso libretto di Costanzo Preve appare nella collana della casa editrice Settimo Sigillo denominata Contra- Argomentazioni antieconomiciste. L’Autore propone una lettura dei testi di Hegel in contrasto con le dottrine di Adam Smith e con alcune chiave interpretative dell’economia politica inglese, per sostenere che Hegel non può considerarsi un pensatore “totalitario” o “statalista”, ma un universalista comunitario ante litteram. Rintracciando una discontinua continuità filosofica tra Spinosa, Hegel e Mrax, Preve affronta il tema del rapporto tra Hegel e l’economia politica classica, in chiave di ambivalenza: da un lato l’autore riconosce che Hegel vedeva in questa nuova scienza la possibilità di una migliore comprensione del reale, dall’altro riconosce altresì che per Hegel tale scienza resta confinata ad una metafisica dell’intelletto astratto che divide anziché pensare il particolare in rapporto all’universale.

L’ossimoro “comunitarismo universalistico” proposto da Preve poggia sulla considerazione che per lo Hegel politico l’etica sociale – o eticità – non coincide con l’economia politica e tanto meno può essere ricavata dalla somma di quegli atomi sociali costruiti attorno alla nozione di homo oeconomicus. Secondo Preve, Hegel sarebbe comunitario, perché rifiuta di concepire l’etica prescindendo dalla sua dimensione comunitaria, ed universalistico, perché propone un modello razionalistico di universalizzazione progressiva dei comportamenti umani. Il breve saggio contiene anche un’appendice nella quale Preve commenta due citazioni marxiane rivelatrici della linea di continuità tra il pensiero di Hegel e di Marx. Interessante l’introduzione di Carlo Gambescia che, nel riprendere un saggio di Henri Denis, ripercorre alcuni luoghi delle critiche hegeliane alla morale utilitarista e materialista, responsabile dell’impoverimento spirituale dell’uomo.

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