Metabasis N. 25
in edizione digitale

peer review

Ogni saggio della rivista viene valutato da due referees in forma anonima e i loro commenti inviati all’autore.

Scheda di valutazione

Populismo e democrazia II

Recensioni

M, Hardt, A. Negri, Impero

Rizzoli, 2002. Ed. or. Empire, Harvard University Press, 2000), pp. 451

Francesco Giacomantonio

La condizione socio-politica del mondo tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI ha condotto a numerose interpretazioni attraverso categorie come rischio, postmoderno, postnazionale. Hardt e Negri, collocandosi in questo ricco dibattito, cercano di sviluppare una genealogia della società contemporanea, da loro vista come una sorta di Impero mondiale.… >

Settembre 2006 - Numero 2

V. Marzano, Mondo “Post”. Globalizzazione asimmetrica e crisi del sociale

Liguori, Bari, 2006, pp. 367

Francesco Giacomantonio

Dopo la modernità e dopo le ideologie; dopo il fordismo e dopo il tardo capitalismo; dopo lo strutturalismo e dopo la filosofia; dopo l’olocausto e dopo i blocchi, dopo l’11 settembre e dopo la galassia internet. A ben guardare, gli uomini del XXI secolo abitano una società che, prima ancora di delineare il suo presente e il suo futuro, tiene particolarmente a precisare gli elementi in conseguenza dei quali si è determinata.… >

Settembre 2006 - Numero 2

Harald Welzer, Das kommunikative Gedächtnis, Eine Theorie der Erinnerung

Beck’sche Reihe, 2005, € 14,90

Tiziana Gislimberti

Was die Welt im innersten zusammenhält, ist Kommunikation, genauer gesagt das unerschöpfliche und spezifisch menschliche Potential, Netzwerke direkter und indirekter, enger und loser, naher und ferner Verbindungen herzustellen“ (S. 10)… >

Settembre 2006 - Numero 2

Una incantevole Apocalisse

Ezio Albrile

La globalizzazione è innanzitutto un desiderio verso la globalizzazione: un desiderio proprio di alcuni, di certe classi o di certi strati sociali. Si tratta essenzialmente di detentori di capitali, i grandi imprenditori o altri operatori economici che per loro scelta o condizione si sentono impegnati, in maniere molto diverse, a mondializzare la loro azione; un’azione propria, inoltre, degli Stati più potenti o più capaci o, viceversa, più bisognosi di inserimento mondiale; e particolarmente sentita da certi individui piuttosto che da altri, i grandi specialisti, per esempio, o alcuni grandi intellettuali.… >

Marzo 2006 - Numero 1

La ribellione come metafora del conflitto: il caso di Ernst Jünger

Manuela Bernardi

1. Ernst Jünger tra nazismo e guerra.

Ernst Jünger nel 1951 – quindi pochi anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale – scrive un’opera destinata a grande successo, soprattutto tra i giovani, intitolata: Der Waldgang, che in italiano sarà tradotto con il titolo, impreciso ma significativo, di Trattato del Ribelle … >

Marzo 2006 - Numero 1

Antonio Bresciani, Lionello o delle Società Segrete, a cura di Moreno Neri, Nota bio-bibliografica e Postfazione di Virginio Paolo Gastaldi

Raffaelli Editore, Rimini, 2005, pp. 5-344, € 20

Claudio Bonvecchio

Ad onta dei giudizi stilistico-storici di Benedetto Croce e di quelli ideologico-politici di Antonio Gramsci, padre Antonio Bresciani S. J. mostra, tuttora, un qualche interesse. Rappresenta – se non altro – un interessante esempio di retorica ottocentesca, chiesastica ed antipatriottica, cui faceva da contraltare una non meno stucchevole retorica anticlericale e risorgimentalistica.… >

Marzo 2006 - Numero 1

Frank R. Pfetsch (a cura di), Konflikt, “Heidelberger Jahrbücher” 48 (2004)

Springer, Berlin-Heidelberg, 2005, pp. 368

Tiziana Gislimberti

Il 48° volume degli Heidelberger Jahrbücher è interamente dedicato alla tematica del conflitto, trattata ad ampio spettro.
I contributi (diciannove di autori diversi) forniscono al lettore una prospettiva interdisciplinare e storica, ma nel contempo anche precisi riferimenti alle situazioni conflittuali del presente (vicino e medio Oriente, Africa).… >

Marzo 2006 - Numero 1

Al-Kindi, De radiis, teorica delle arti magiche

Gian Mattia Panena

Troppo spesso, lo studio della filosofia intrapreso nelle università, tende a trattare in maniera molto sbrigativa l’apporto dato dalla filosofia araba alla diffusione del pensiero greco (e non solo) in seno alla cultura occidentale: gli arabi ci appaiono, sovente, come il semplice trait d’union che ha permesso, ad esempio, alle opere della fisica aristotelica di arrivare in occidente e di contribuire alla rinascita medievale in Europa, ma senza essere degnati di una profonda ed attenta conoscenza, a livello di programmi universitari.… >

Marzo 2006 - Numero 1

Denis Benoit, Littérature et Engagement: De Pascal à Sartre

Éditions du Seuil, coll. «Points Essais», Paris, 2001, pp. 316 [+ 4]

Giangiacomo Vale

«Benché la letteratura sia una cosa e la morale tutt’altra cosa, in fondo all’imperativo estetico si discerne l’imperativo morale». Con queste parole nel 1947 Sartre decretava il dovere per la letteratura di andare al di là di se stessa per farsi portatrice di un progetto etico, ed incitava gli scrittori suoi contemporanei a prendere coscienza della loro storicità e a partecipare alla vita politica della loro epoca.… >

Marzo 2006 - Numero 1

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