Metabasis N. 25
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Ogni saggio della rivista viene valutato da due referees in forma anonima e i loro commenti inviati all’autore.

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Populismo e democrazia II

Recensioni

Eleonora Piromalli, Alex Honneth. Giustizia sociale come riconoscimento

Mimesis, Milano, 2012

David Mosseri

Il volume è dedicato all’opera di Axel Honneth, allievo di Jürgen Habermas, e all’evoluzione del suo pensiero con particolare riferimento agli sviluppi della teoria del riconoscimento. L’opera si snoda tenendo sempre sullo sfondo il rapporto di Honneth con l’opera di Marx, Adorno e Habermas e con la tradizione della scuola critica francofortese. Nel capitolo iniziale viene analizzato il primo Honneth, cioè quello precedente alla pubblicazione, avvenuta nel 1985, di Critica e potere, testo al quale viene dedicato il secondo capitolo e che fa riferimento al periodo nel quale il filosofo di Essen aderisce sempre più alla nozione di bidimensionalità concettuale del lavoro teorizzata da Habermas senza però abbandonare Marx. Il terzo capitolo è dedicato a Lotta per il riconoscimento del 1992, vero caposaldo del sistema teorico honnethiano. Al testo Il Dolore per l’indeterminato uscito nel 2001 e al primo abbozzo di una teoria della democrazia presente nel saggio del 1998 Democrazia come cooperazione riflessiva è dedicato il quarto capitolo. Il quinto e sesto capitolo trattano delle opere Redistribuzione o riconoscimento e Reificazione entrambe del 2007. Il settimo capitolo è, invece, dedicato all’ultimo libro pubblicato da Honneth nel giugno del 2011, Il diritto di libertà.
Il pensiero di Axel Honneth, pur nella sua costante evoluzione, fa riferimento principalmente a due direttrici: da una parte la volontà di contestualizzare le istanze morali delle classi subordinate verso le classi dominanti, sondandone il potenziale d’azione politica; dall’altra, Honneth, intende recuperare il contenuto normativo ed emancipativo della teoria, anche attraverso un costante confronto con l’eredità marxiana (anche se, a suo parere, Marx non ha considerato a sufficienza l’elemento di interazione discorsiva e comunicativa connesso al carattere morale ed emancipativo del lavoro sociale) e con le precedenti evoluzioni della teoria critica.
In tal senso, il lavoro della Piromalli ci fornisce un quadro concettuale dettagliato dell’opera di Honneth ed in particolare dell’evoluzione del suo pensiero tenendo sempre presente, come stella polare, il fondamentale testo Lotta per il riconoscimento. Quello della giovane autrice romana è uno sguardo attento e coraggioso che non si ferma in superficie e che anzi sottolinea con chiarezza quelli che sono i pregi e anche i possibili limiti e le questioni irrisolte dell’opera di Honneth.
Il tema della giustizia sociale, delle sue aporie, dei possibili rimedi e soprattutto del ruolo che lo Stato deve rivestire rispetto a questi cocenti problemi è una questione terribilmente attuale in un momento di profonda crisi come quella che stiamo vivendo, una crisi che è non solo economica, politica e sociale ma anche e soprattutto culturale e valoriale. A tal proposito ci piace sottolineare la riflessione finale dell’autrice che trova dei segnali di speranza scaturenti dal lavoro honnethiano e che ritiene che la storia abbia dimostrato che ciclicamente si ripresenta la consapevolezza nei soggetti che è necessario lottare per ottenere un cambiamento delle loro condizioni “anche quando questa consapevolezza era stata definitivamente data per persa”.

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