Metabasis N. 25
Digital Edition

peer review

Wird jeder Essay von 2 Referees anonym bewertet und ihre Kommentare werden dem Autor des Essays zurückgeschickt.

Bewerungsbogen

Populismo y democracia II

Populismo y democracia II

Mai 2018 - Jahr XIII - Heft 25

Politische Überlegungen

La violenza nella filosofia politica di Hegel

Libero Federici

DOI: 10.7413/18281567122

La logica hegeliana si configura come autodeterminazione immanente di un pensiero il cui movimento mira a guadagnare il suo essere come Idea assoluta. Per seguire il suo dispiegamento occorrono “forza ed esercizio” poiché si tratta di “determinazioni ricavate a partire dallo e in conseguenza allo sguardo generale sul Tutto”. La posta in gioco dell’intero sviluppo processuale non è meramente formale o astratta in quanto risiede in quel concetto che, accogliendo l’essere come unità di essenza ed esistenza, costituisce la vera struttura della realtà: “l’elemento logico è la forma assoluta della Verità, anzi ancora di più: è la stessa Verità pura (reine Wahrheit)”.

Abstract

This essay focuses on the function of violence in Hegel’s political philosophy. Its purpose is to underline how Hegel considers violence not a marginal but a decisive factor in the discussed interrelationships. Hegel equates the interaction of Active and Passive Substance with violence and stresses that violence allows the passage from Substance to Subject and then the arrival to the dimension of Concept. Violence acts in the struggle between self-consciousness and takes part in the founding process of the State. It moreover characterizes the tyrant’s boundless power and becomes war in disputes between national States.

Ri-animare la cittadinanza a partire dalla mitezza? Alla riscoperta di un nuovo senso del limite

Luca Gasbarro

DOI: 10.7413/18281567120

Esiste forse una nozione che più delle altre possiede la capacità di definire il concetto di cittadinanza. Ed è quella di limite. La cittadinanza, infatti, modernamente intesa, si è basata e nutrita di tutta una serie di de-limitazioni fulcro della triade formata da: territorio (limes), autorità (auctoritas), diritto-i (ius). Una triade che sta vivendo, tuttavia, come è noto, un processo di disarticolazione derivato soprattutto dalla sempre più incalzante e penetrante espansione dell’iniziativa economica e del mercato che ha mutato profondamente il rapporto tra politica ed economia riscrivendo la relazione tra Stato e cittadino, e che, conseguentemente, sta modificando i connotati dello stesso termine cittadinanza.

Abstract

The concept of “citizenship”, as it is commonly understood, is based on a whole series of de-limitations formed by the triad: territory (limes), authority (auctoritas), law (ius). As it is known, this triad has been living a disarticulation process. This process is due to an increasing and pervasive expansion of the economic initiative and to the economic market that has significantly changed the relationship between politics and economy. Consequently, the relationship between State and citizen has changed too, altering the concept of “citizenship” itself. A revaluation of the real sense of “limit” is therefore necessary. Is it an escape from the crisis or a research of the concept itself? It can be also useful to rethink about the concept of “citizenship” not only in burocratic-admnistrative terms but especially in substantial and ideals ones.

Il “ritorno del rimosso”. Carl Schmitt e l’ultimo Habermas.

Salvatore Muscolino

DOI: 10.7413/18281567124

«Nel corso della globalizzazione diventa sempre più verosimile l’immagine che della modernizzazione sociale ha disegnato la teoria sistemica». Questa diagnosi pessimista da parte di Habermas sullo stato di salute della società contemporanea rappresenta un buon punto di partenza per riprendere un tema a lui molto caro: il confronto con Carl Schmitt.

Abstract

In this essay, I propose to look at Habermas’ recent work like an implicit recognition of the theoretical value of some Carl Schmitt’s ideas. Regardless of the harsh criticism that Habermas manifests towards Schmitt’s political theology in his latest essays.

Sovversione dell’ordine istituzionale e pena capitale: un percorso storico

Federico Lorenzo Ramaioli

DOI: 10.7413/18281567125

Nel corso della Storia occidentale, e nel susseguirsi nelle vicende politiche nazionali ed internazionali, è forse possibile individuare un filo conduttore in grado di unire la minaccia ai poteri costituiti dello Stato, inteso non soltanto come Stato – apparato ma, estensivamente, come Stato – comunità, e la pena capitale. Nell’odierna riflessione circa l’abolizione della pena di morte, una prospettiva storica sarebbe forse in grado di cogliere un legame sussistente fin da epoche remote, che interessa non solo la stessa natura della pena capitale ma che, inoltre, induce e stimola anche una riflessione intorno alla natura, giuridica e non solo, dello Stato stesso.

Abstract

In the course of Western juridical history, the use of capital punishment has been a constant, at least until relatively recent times. This is even more evident when it comes to punishing attempts to subvert the institutional order, regardless of the legal and political qualification of State and community given by a certain historical period. In such circumstances, the political community does not seem able to renounce the instrument of the death penalty to guarantee its self-preservation. This article analyzes the nexus between subversion of the institutional order and death penalty, starting from four heterogeneous historical experiences of European history.

Retoriche populiste. Riflessioni sui linguaggi politici della sinistra moderata e della sinistra radicale.

Erasmo Silvio Storace

DOI: 10.7413/18281567123

“Possono essere definite 'populiste' quelle formule politiche per le quali fonte precipua d'ispirazione e termine costante di riferimento è il popolo, considerato come aggregato sociale omogeneo e come depositario esclusivo di valori positivi, specifici, permanenti. Si è detto che il populismo non è una dottrina specifica, ma una 'sindrome'. In effetti al populismo non corrisponde un'elaborazione teorica organica e sistematica” (incipit della definizione di “populismo” del Dizionario di politica di Bobbio, Matteucci e Pasquino).

Abstract

The present article investigates contemporary political languages and, in particular, the rhetoric that develops within the so-called populist movements. Particular attention will be focused on Italian Parties and Movements linked to the moderate left and the radical left, wondering how much populist rhetoric has penetrated into their language. Firstly, we will question whether populism, in general, should be politically placed right or left. Secondly, we will focus on populist rhetoric in general and on the related spin-doctoring strategies. Two focus will follow: first, on the political language of the moderate left, with particular reference to the PD (Partito Democratico) led by Matteo Renzi (considered until September 2017); finally, on the radical left movements which, in Europe in general, showed a belated adjustment with respect to the winning strategies of some populist movements which, on the contrary, have shown to obtain an ever wider consensus, thanks to the rhetoric they have been able to use.

Philosophische Aussichten

Oltre lo stato, Góngora e il lessico di Dante e Petrarca. Con trenta sonetti in traduzione.

Domenico Corradini H. Broussard

DOI: 10.7413/18281567121

Nei 53 Sonetti encomiastici, scritti tra 1584 e il 1624, Góngora non canta il Regno di Spagna o un altro Regno. Ma alcuni Re di Spagna, alcuni nobili titolati per diritto pubblico, alcuni ecclesiastici titolati per diritto canonico, alcuni poeti e mecenati di poeti. Nessun encomio allo Stato come organizzazione politica legislativa e giudiziaria e amministrativa, e non perché intende dimenticare la «golpe» e il «lione», ma perché intende solo tacerne per evitare censure dalla Chiesa e per non essere rimosso dal suo uffizio ecclesiastico.

Abstract

Why Góngora, in the Sonetos Dedicatorios too, doesn’t sing the State (and the States)? Why he just sings Nobles, Ecclesiastics, Poets, and Cities as Cordova? Why he has got an artisanal imagine of State, built on the life of Royal Courts? Why his Baroque comes from the lexicon of Dante, not only from the lexicon of Petrarch? Why in Góngora there is, at times, an «imitation» of some poems of Torquato Tasso, but never of his Gerusalemme liberata and of Christian Reginald and Pagan Armida, that in the First Crusade represented respectively the Occidental Europe, guided from the Pope State, and the Oriental Europe, guided from the Muslim States? Here the questions, to which I try to respond.

L’Uroboros virtuale: identità palinsestali e tendenze regressive all’inconscio nella tecno-civiltà

Giada Fiorese

DOI: 10.7413/18281567126

Rispetto al passato, alle popolazioni conquistate ma mai pacificate, la colonizzazione tecnologica avviene con il tacito consenso delle popolazioni stesse, protagoniste di un processo di asservimento volontario a forme di controllo sociale invasive e restrittive, che riducono progressivamente il concetto di libertà. Zbigniew K. Brzezinski ha chiamato società tecnotronica una società «culturalmente, psicologicamente, socialmente, economicamente plasmata dal forte influsso della tecnologia e dell'elettronica, in particolare dei calcolatori e dei nuovi mezzi di comunicazione».

Abstract

Individuals’ character structure and society’s socio-economic structure are dependent on each other, so that in techno-civilization individuals are trapped into a virtual totality and they show behaviours that can be analyzed through the symbolism of the ouroboros - an ancient mythical serpent used to symbolize perpetuity- , not only as a continuous process of individual and collective identity re-construction but also as a regressive tendency towards an unconscious dimension, towards an artificially built totality in which dominant values change continuously and the difference between opposites seems to disappear. Along with virtual generated content, consciousness is dipped in an eternal online present, so that individuals suffer from a lack of awareness against the real world.

Metabasis N. 25
Digital Edition

peer review

Wird jeder Essay von 2 Referees anonym bewertet und ihre Kommentare werden dem Autor des Essays zurückgeschickt.

Bewerungsbogen

Web design & development Angelo Portalupi